Non è solo una deviazione laterale. È uno dei punti in cui il presente si è rimesso a parlare.
Gli Electric Blue sono una band con cui ci siamo incrociati sulla stessa linea: quella di chi crede ancora che una canzone si tenga insieme per le sue ragioni, non per la sua statistica. Quando ci hanno proposto di entrare nella loro versione di Dreams dei Cranberries, la cosa ha avuto senso subito.
Dreams è uno di quei brani che hanno attraversato trent’anni senza perdere presa. La scrittura di Dolores O’Riordan resta una lezione di chiarezza melodica e di energia trattenuta. Rifarla non significa replicarla: significa capire cosa, oggi, continua a funzionare di quella canzone e cosa può essere rimesso in circolo con una voce diversa.
Lavorare a Dreams ci ha rimesso in studio, nella condizione giusta per registrare insieme, ascoltarci in un’altra luce e rimettere in movimento una parte del metodo di band che oggi torna anche sul terzo capitolo. In questo senso è stato davvero un raccordo: non un episodio isolato, ma un ingranaggio dentro una traiettoria più ampia.